Dazi USA, fibrillazione in Italia del settore vitivinicolo

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Interrogazione con richiesta di risposta scritta E-000151/2020 alla Commissione firmata da Gianna Gancia, Marco Campomenosi, Alessandra Basso, Gianantonio Da Re, Stefania Zambelli, Isabella Tovaglieri, Valentino Grant, Mara Bizzotto, Antonio Maria Rinaldi, Luisa Regimenti, Simona Baldassarre, Paolo Borchia, Alessandro Panza, Rosanna Conte, Lucia Vuolo, Elena Lizzi, Annalisa Tardino, Marco Dreosto, Matteo Adinolfi, Massimo Casanova.

Il Dipartimento del commercio degli Stati Uniti sta riesaminando le azioni intraprese a seguito della controversia Airbus/Boeing.

Lo scorso 6 dicembre l’amministrazione USA ha aperto una consultazione pubblica per valutare quali dei prodotti già colpiti da dazio debbano continuare ad esserlo e se si debbano imporre dazi addizionali del 100% su una seconda lista di prodotti, purtroppo comprensiva della maggior parte dei vini europei.

Nel caso dei vini italiani l’esportazione nel mercato statunitense è strategica. Posto che l’Italia non sia coinvolta nella controversia relativa a Airbus, una nuova ondata di dazi potrebbe gravemente impattare un settore il cui flusso commerciale vale 1,5 miliardi di euro e che nei primi 9 mesi del 2019 ha visto crescere le proprie esportazioni del 5,9%.

Può la Commissione far sapere quali misure prevede intraprendere per proteggere il settore vitivinicolo da tale minaccia, facendo possibilmente in modo che le sanzioni vengano indirizzate ai settori interessati dalla disputa?

A fronte del recente insediamento della Commissione, non è ancora nota la posizione dei Commissari Hogan e Wojciechowski sulla tutela dell’agroalimentare.

Può la Commissione far sapere se e come sta lavorando con le autorità statunitensi al fine di abolire gli esistenti dazi e prevenirne ulteriori?