• Dom. Nov 29th, 2020

Lucia Vuolo

Deputato del Parlamento europeo

Pazienza. Ascolto. Risolutezza.

Nov 4, 2020

Dovremmo avere la libertà di scegliere il futuro che ci spetta, ma questo richiede ascolto e risolutezza. E, dalle nostre parti, la libertà ai tempi del Covid19 richiede anche tanta pazienza.

Pazienza.

Basta un positivo in una famiglia perché la quarantena sia applicata per tutti. Alla quarantena, in poche ore, dovrebbe scattare il tampone quindi l’esito dopo 24/48 ore. Ad oggi, posso dire senza timore di smentite, che l’unica certezza è la quarantena. Il tampone? Mi risulta che si opta per l’attesa, del resto le voci corrono: tutti sanno che il tampone che non arriverà. All’undicesimo giorno e, positivo o meno, sei libero. Potresti essere asintomatico, quindi positivo al Sars-Cov-2, ovvero in grado di contagiare tuo padre cardiopatico o tua nonna diabetica. E peggio, potresti essere infetto e con l’asma. Tre casi a rischio reali. E in tutto questo, il Governatore eletto (ad oggi sembrerebbe da nessuno) vanta la sanità regionale e i 15 mila operatori in meno. Per carità, massimo rispetto per chi ha giurato su Ippocrate, ma il Governatore si deve essere abituato allo charme di inaugurare un qualcosa, anche se vuoto. I problemi nascono se inauguri un “Punto Covid19” che è poi vuoto. Di fatto stai selvaggiamente prendendo in giro tutti, ancora una volta, e millantando sulla salute delle persone.

Ascolto.

La verità è che la gente è stanca di attendere tempi indicibili, oltre tre giorni per un tampone e molti di più per l’esito. Il popolo non riesce a capire perché, per essere liberi di vivere, debba pagare dai 50 ai 70 euro per l’esito di un tampone in 24 ore. I cittadini hanno serie difficoltà a comprendere come si possa andare con assoluta tranquillità sanitaria dal medico di base, a cui spesso fanno riferimento almeno un migliaio di persone, e spendere 18 euro per un tampone. Sempre che non ti infetti mentre sei in attesa insieme ad altri di poter fare quel tampone. Siamo tutti stanchi di leggere oltre un centinaio di decisioni prese con DPCM, ordinanze, circolari che, come nella classica burocrazia, sono ai più incomprensibili con decisioni contraddittorie e aggiornamenti fallaci.

Capisco che un ulteriore lockdown generale non sarebbe compreso. Non servono i “servizi” per capirlo. Basterebbe ascoltare le persone.

Risolutezza.

Siamo italiani, ovvero europei. Eppure il governo europeista del “Recovery Fund” “MES” a tutti i costi, non osserva cosa succede in Europa. In Francia, Belgio e Germania ad esempio, i rispettivi Capi di governo hanno agito con risolutezza: hanno prima illustrato le misure create ad hoc per le attività produttive colpite dalle chiusure forzate, poi hanno spiegato i motivi della chiusura. Non è tecnica di comunicazione questa, sto parlando di audacia governativa che, a quanto pare, è stata sopraffatta da chissà quale comma di un allegato dimenticato su uno scaffale di Palazzo Chigi. Insomma, sto parlando di una capacità politica che non c’è.