Lucia Vuolo

#FutureofEurope

Cinque anni vissuti con intensità, con la consapevolezza non solo della responsabilità che rappresento, ma anche con la lungimiranza di chi pone le proprie comunità, i territori del Sud Italia, al centro di ogni azione.

Al di là della crisi pandemica che ci è costata due anni e mezzo di “clausura”, ho lavorato affinché l’Europa fosse sempre più in grado di reagire ed affrontare le grandi sfide del nostro tempo. La digitalizzazione, il cambiamento climatico, i rischi per la salute e l’instabilità geopolitica sono stati alcuni dei temi affrontati in questi cinque anni di attività. Senza dimenticare i nostri giovani, le infrastrutture, i pescatori, gli agricoltori e le PMI.

Con il duro lavoro e la caparbietà di donna del Sud, continuerò a trovare le risorse sufficienti per assicurare ai nostri giovani ed al Mezzogiorno d’Italia il futuro che desiderano, in Italia come in Europa.

Il nostro futuro dipende dalle scelte che prendiamo oggi, e per assumere le giuste decisioni l’unica strada è ascoltare, capire, studiare, vivere la nostra Europa ogni giorno, senza riserve, dialogando con tutti.

Senza il nostro Sud non potrà mai esistere un futuro per l’Europa

Future of Europe is now!

Ecco l’Europa che vogliamo

Vogliamo un’Europa più efficace che agisca e soddisfi le legittime aspettative dei cittadini.

Vogliamo creare posti di lavoro di qualità, soprattutto per i nostri giovani.

Intendiamo rafforzare il mercato unico, in particolare nel settore della libera circolazione dei servizi, per accelerare il completamento dell’Unione bancaria e dell’Unione dei mercati dei capitali.

Vogliamo che l’Europa garantisca il benessere economico e promuova una crescita sostenibile e inclusiva. A tal fine, dobbiamo attuare una riforma lungimirante della nostra Unione economica e monetaria.

Vogliamo assicurarci che i nostri giovani possano prosperare mentre coltiviamo l’esperienza dei nostri anziani. Per garantire un proficuo scambio intergenerazionale, continuando i nostri investimenti giovanili, i programmi di scambio e l’iniziativa Europa/Interrail gratuito.

Vogliamo che le nostre imprese e le PMI possano prosperare. Per un ambiente imprenditoriale fiorente che crea posti di lavoro e opportunità, dobbiamo urgentemente ridurre l’onere burocratico per le nostre imprese riducendo la burocrazia, senza ridurre i requisiti sostanziali dei regolamenti.

L’Unione europea deve essere responsabile della politica climatica, in particolare, per negoziare e concordare accordi internazionali sul clima con i paesi terzi.

Dobbiamo potenziare la nostra Unione dell’energia utilizzando il gas come risorsa ponte per eliminare gradualmente il carbone.

Vogliamo che l’Europa trovi una cura per il cancro. Considerando che gliospedali sono chiaramente nazionali, regionali o locali, l’UE dovrebbe essere incaricata di gestire grandi progetti sanitari, ad esempio, per sconfiggere il cancro e l’Alzheimer in particolare.

Vogliamo che i cittadini abbiano più voce in capitolo su chi guida l’Europa.
Alle elezioni europee, gli europei dovrebbero sapere per quale candidato stanno votando.

Vogliamo che il Parlamento europeo abbia pieno controllo sulla Commissione europea.

Vogliamo un meccanismo di Stato di diritto giuridicamente vincolante per proteggere lo Stato di diritto dalle quotidiane liti politiche.

Trasporti

Turismo

Nel prossimo futuro devono esserci mezzi di trasporto efficienti, sicuri e ottimizzati per salvaguardare non solo l’ambiente, ma anche l’economia e le risorse dei cittadini europei. Gli obiettivi ambiziosi dell’UE indicano il 2030 come prima traguardo sia in termini di sicurezza stradale (-50% di vittime sulla strada) sia in termini di “green mobility”.

In Commissione Trasporti, ho spesso fatto i conti con un’ortodossia ambientalista distante anni luce dalle reali possibilità dei cittadini del Sud. È giusto salvaguardare l’ambiente, ma allo stesso modo, i cittadini europei, noi tutti necessitiamo di supporti utili e costruttivi.

Ho dato il mio contributo e ho lavorato per ottenere:

  • L’aumento dei finanziamenti per le infrastrutture viarie nelle aree dove il PIL procapite è inferiore del 75% rispetto al PIL europeo.
  • Che una parte dei finanziamenti UE per le infrastrutture sia destinata alla manutenzione. È ingiustificabile che diverse opere pubbliche chiudano per il costo troppo elevato della manutenzione.
  • L’inclusione dell’Aeroporto “Costa d’Amalfi” di Salerno nella rete TEN-T. Ho ottenuto la convergenza del Parlamento europeo ed Italiano. Entro il 2033, quando lo scalo aeroportuale salernitano avrà servizi (metro, bus e svincoli autostradali di competenza regionale) e viaggiatori (oltre 4’000’000 annui) allora potrà essere supportato dell’UE.
  • L’inserimento dei porti di Porti di Bari e Brindisi nel neonato corridoio TEN-T Balcanico. Una scelta che ha consentito la creazione di una sorta di tangenziale viaria e marittima dell’Adriatico.

Per il futuro dei trasporti e del turismo nel quinquennio 2024-2029 lavorerò per:

  • Continuare a supportare gli autotrasportatori e le PMI in genere nei processi necessari alla completa transizione green.
  • Favorire la sicurezza stradale supportando obiettivi reali e lungimiranti: – 50% di vittime sulla strada entro il 2030 ovvero -100% entro il 2050.
  • Incrementare un sistema di patenti europeo che miri ad evitare vincoli alla libera circolazione in Europa.
  • Il raggiungimento entro il 2030, da parte delle PMI del settore del turismo, di un livello base di intensità digitale, in linea con gli obiettivi della bussola per il digitale.
  • La pubblicazione entro il 2023, da parte della Commissione, di una raccolta consultabile delle pratiche e degli strumenti digitali trasferibili per il turismo.
  • I servizi di consulenza da parte della rete Enterprise Europe a sostegno delle PMI turistiche.
  • Promuovere la sostenibilità come uno degli obiettivi del Meccanismo per collegare l’Europa ovvero il principale meccanismo di finanziamento degli investimenti nei sistemi di trasporto UE (dotazione 25 miliardi di euro).
  • Supportare le PA locali nell’individuare partenariati EU in grado di creare reti.
  • Accelerare la pianificazione e l’attuazione delle reti dell’elettricità e dell’idrogeno all’interno dell’UE attraverso una nuova definizione degli assi TEN-idrogeno.
  • Creare un’infrastruttura per la distribuzione dell’idrogeno a livello europeo per treni, merci pesanti e veicoli passeggeri

Pesca

La piccola pesca costiera, definita come attività di pesca praticata da pescherecci inferiori a 12 metri o da pescatori a piedi, costituisce circa il 70% dell’attività di pesca italiana. È questo l’ambito a cui ho dedicato molte scelte.

Ho dato il mio contributo e ho lavorato per:

  • Sbloccare un miliardo di euro a favore della blue economy. Nel solo 2019, la flotta peschereccia dell’UE ha impiegato direttamente 129.540 pescatori mentre l’acquacoltura ha dato lavoro a circa 75.000 persone.
  • I pescatori operativi in aree ristrette, affinché possano beneficiare con criteri “trasparenti e obiettivi” nella distribuzione delle possibilità di pesca affinché siano offerte eque opportunità.
  • Una concreta e reale salvaguardia rispetto alle ingerenze dei Paesi terzi.
  • La garanzia di tutela rispetto agli asset strategici dell’UE, in particolar modo nei porti del Sud Italia.
  • Il coinvolgimento delle varie amministrazioni responsabili della pesca e dell’acquacoltura nel riconoscere il ruolo dei pescatori operativi in aree ristrette e artigianali che apportano un prezioso contributo all’approvvi
    gionamento proteico dell’Unione.
  • Ottenere l’obbligo di inserire in etichetta l’origine o provenienza dei prodotti tutelando le peculiarità dei singoli Stati membri dalle intromissioni estere.
  • L’introduzione e il miglioramento nel consumo di alimenti ittici nelle scuole. Una misura che sono certa avrà un benefico effetto sulla corretta alimentazione dei giovani.

Nonostante la superiorità numerica, i piccoli pescatori risentono della distribuzione delle possibilità di pesca da parte dello Stato, a favore della pesca commerciale su larga scala. Ecco perché bisogna intervenire.

Per il futuro della pesca nel quinquennio 2024-2029 lavorerò per:

  • Ottenere dalla prossima Commissione europea la nomina di un commissario dedicato esclusivamente alla pesca.
  • La riforma della Politica Comune della Pesca (PCP) adattandola per affrontare le sfide attuali come la decarbonizzazione e il ricambio generazionale.
  • Raggiungere un riequilibrio tra i diversi obiettivi della PCP, rafforzandone le dimensioni socio-economiche e di sicurezza alimentare e garantendo che i pescatori europei rimangano competitivi a livello internazionale.
  • Fare in modo che l’attuale PCP tenga sufficientemente conto degli aspetti socio-economici e di approvvigionamento alimentare.
  • Per incorporare le tradizioni regionali e migliorare la collaborazione con le Associazioni e i piccoli pescatori affinché la nuova Politica Comune della Pesca sia inclusiva.

Agricoltura

Alimentazione

Tutto il mio lavoro è stato orientato alla tutela e allo sviluppo della produzione agricola e alimentare nazionale. La visione del Gruppo PPE di Forza Italia è semplice: vogliamo sostenere e sviluppare l’agricoltura in modo che sia resiliente di fronte alle sfide. Dal 2005, l’UE ha perso circa un terzo delle sue aziende agricole. La quota di persone impiegate nell’agricoltura è scesa dal 6,4% dell’occupazione totale dell’UE nel 2005 al 4,2% nel 2020.

Per il futuro dell’agricoltura e della produzione agro-alimentare nel quin quennio 2024-2029 lavorerò per:

  • La semplificazione amministrativa: ridurre il carico burocratico a cui ogni operatore è sotto posto in campo agricolo. La produzione di documenti prevista dalla PAC per ottenere aiuti diretti è troppo dispendiosa in termini di tempo e denaro (3 giorni su 7 sono dedicati alle adempienze amministrative). Necessaria, quindi la revisione della PAC per rispondere alle esigenze attuali e rimodellarla secondo logiche di fattibilità economica e non solo ambientale. Ecosistemi, condizionalità e target ambientali devono essere stabiliti secondo studi di impatto preventivi. Le norme ambientali non devono mette a repentaglio la capacità degli agricoltori di garantire la sicurezza alimentare.
  • Lo sviluppo delle aree rurali in cui vivono 137 milioni di persone, il 30% della popolazione europea, attraverso strumenti come la “Strategia europea per il turismo rurale” che può e deve offrire opportunità per diversificare i redditi agricoli e stimolare zone rurali. Rendere queste aree attrattive ai giovani con incremento della digitalizzazione e dell’offerta dei servizi.
  • L’istituzione di un fondo europeo per ristrutturare il debito contratto dai giovani agricoltori nei confronti dei sistemi bancari nazionali. A livello europeo il 6% ha meno di 35 anni.
  • L’elaborazione di un piano di adattamento al cambiamento climatico con l’istituzione di un terzo pilastro ambientale, prendendo ad esempio le misure implementate in USA, e che finanzi e calmieri i costi sostenuti dagli agricoltori per le pratiche ambientali: pesticidi organici, agricoltura biologica, cambio impianto irrigazione. Utilizzazione dei fondi non utilizzati e non spesi dagli Stati membri per favorire i paesi più virtuosi nelle pratiche ambientali.
  • L’adozione del Regolamento sulle Nuove tecniche genomiche. Velocizzare il processo di utilizzo nei campi, non solo a livello sperimentale ma soprattutto produttivo. Grazie alle NTG, si potranno ridurre i pesticidi e l’apporto di acqua, facendo risparmiare gli agricoltori.
  • Promuovere l’uso dell’intelligenza artificiale, della raccolta dei dati informatici e la digitalizzazione. L’stituzione di un piano quadro di divulgazione agricola per scambio dati. L’umento della dotazione finanziaria per il 6° cluster ‘Prodotti alimentari, bio-economia, risorse naturali, agricoltura e ambiente’ del Programma Quadro per la ricerca Horizon Europe per finanziare i progetti di ricerca.
  • L’incremento fondi per Donne in agricoltura. Ora rappresentano il 31.6% ma solo tramite un vero e concreto investimento con un fondo a loro dedicato, l’agricoltura italiana potrà essere più forte e resiliente.

Le mie proposte
per sostenere il mondo del vino
nella prossima legislatura europea

 

Promozione: garantire che tutte le disposizioni in materia di promozione restino all’interno della PAC – OCM.

Fermare gli attacchi provenienti da OMS e da Commissione Beca (Beating cancer): il vino non può essere assimilabile al tabacco. Il consumo moderato è provato avere effetti positivi sulla salute.

Proposta legislativa sulla riduzione dell’uso dei pesticidi: la Commissione europea, grazie alle pressioni di Forza Italia in Europa ha deciso di ritirare la Revisione sull’uso dei pesticidi.

Velocizzare il processo di implementazione delle TEA (Tecniche di evoluzione assistita): per poter utilizzare vitigni resistenti a malattie e cambiamenti climatici come siccità o inondazioni.

Etichettatura: le disposizioni in maniera dovranno essere limpide e trasparenti.

Bloccare ogni tentativo di apporre simboli declassanti sulle bottiglie. Evitare che il “Caso Irlanda” che prevede diciture allarmistiche sulle etichette, possa essere replicato anche in altri paesi.

Tavolo mensile con Associazioni di categoria, con dialogo costante per affrontare le problematiche e per adottare una linea comune sui dossier per fare ‘Sistema’ e per ottenere il miglior risultato possibile per l’Italia.

Semplificazione amministrativa: domande per fondi OCM devono essere rese più comprensibile e semplici per ridurre il carico amministrativo delle aziende. Forza Italia inserirà questo punto nella prossima revisione della PAC per dare un segnale concreto al settore.

Organizzazione di convegni tematici al Parlamento Europeo, con partecipazione di personalità sia del mondo politico che accademico.

 

Istruzione

Lavoro

Formazione

L’Europa del futuro va verso la creazione di una “laurea europea” ovvero un titolo di studio concretamente riconosciuto da tutti gli Stati Membri, superando di fatto le barriere legislative dei 27 Paesi membri. Nell’Europa del futuro va potenziata la formazione dei cittadini europei sul ruolo dei membri del Parlamento Europeo e le attività dell’UE dedicate a PMI, giovani e Associazioni.

Con il mio impegno e il costante lavoro, ecco cosa ho fatto:

  • Grazie a vari eventi dal titolo “Cosa fa Lucia VUOLO per me?” ho portato oltre 600 cittadini europei a Bruxelles e Strasburgo per illustrare direttamente il mio lavoro da europarlamentare, il ruolo del Parlamento europeo e del Gruppo del Partito Popolare Europeo.
  • Nonostante le innumerevoli restrizioni dettate dall’emergenza sanitaria che hanno bloccato qualsiasi attività considerata esterna per due anni e mezzo, ho ospitato, 12 giovani tirocinanti del Sud Italia per formarli all’Europa ed alle opportunità lavorative presenti nei consessi europei.
  • Ho creato un percorso formativo itinerante tra Puglia, Calabria e Campania dal titolo “Settimana europea delle opportunità” per la concreta divulgazione delle opportunità dell’UE e le politiche del Partito Popolare Europeo destinate a pubblica amminnistrazione, imprese, associazioni, scuole e cittadini.

Per il futuro del lavoro, dell’istruzione e della formazione nel quinquennio 2024-2029 lavorerò per:

  • Superare le barriere scolastiche e professionalizzanti tra gli Stati Mem bri per conseguire il reciproco riconoscimento dei titoli abilitanti tanto all’insegnamento quanto per l’esercizio di una qualsiasi attività professionale. Criteri come “equipollenza” o “equivalenza” dei titoli conseguiti in Europa non dovrebbero trovare alcuna resistenza tra le 27 Nazioni dell’UE. Non è più tollerabile vincolare i principi del libero movimento dei professionisti ed insegnanti sul territorio europeo.
  • Così come ho già fatto in questi cinque anni, il 30% del mio budget quinquennale, sarà destinato a tirocini formativi di tre mesi presso il mio ufficio di Bruxelles per ragazzi e ragazze residenti del Sud Italia, con età compresa tra i 18 ed i 29 anni.
  • Supportare un laboratorio politico di laurea europea per sviluppare linee guida dettagliate e piani d’azione per guidare l’attuazione di un diploma europeo.
  • Rafforzare il sostegno ad Erasmus+ per costruire partenariati e percorsi comuni tra Università ed istituti di istruzione superiore adeguando gli attuali programmi o per crearne di nuovi ottenendo così un grado europeo dell’istruzione.
  • Istituire percorsi formativi semestrali dal titolo “Settimana europea delle opportunità” per avvicinare imprese, scuole e cittadini alle opportunità dell’UE (Fondi EU diretti ed indiretti, tirocini UE) e le politiche del Partito Popolare Europeo.
  • La creazione di figure della PA dedicate alla progettazione dei fondi europei.

Ambiente

Nel 2021 è stata adottata la normativa dell’Unione Europea sul clima, che vincola i 27 Stati Membri a conseguire la neutralità climatica entro il 2050 e fissa un obiettivo di riduzione delle emissioni nette di gas a effetto serra di almeno il 55 % entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990.

Nel corso degli anni, anche come membro della Commissione Ambiente, Salute Pubblica e Sicurezza Alimentare, ho avuto modo di denunciare le criticità causate da una forma estrema di ambientalismo ideologico che ha spesso portato a prendere decisioni avventate e non sostenibili da parte delle aziende che, in Italia come altrove, devono avere i tempi per adeguarsi, ma anche le risorse per poterlo fare.

Ho dato il mio contributo e lavorerò per:

  • Ridurre i rifiuti di imballaggio in Europa rivedendo i sistemi di progettazione e produzione degli imballaggi e riducendo le micro gestioni degli stessi.
  • Arginare l’ambientalismo ideologico delle forze politiche di sinistra utile solo a compromettere le potenzialità di sviluppo delle aziende concedendo a queste i tempi necessari per adattarsi ai cambiamenti.
  • Tutelare i proprietari di 5 milioni di abitazioni in Italia oggetto della direttiva “case green” affinchè siano adeguatamente sostenuti per conseguire l’obiettivo di pervenire alla neutralità climatica entro il 2050.
  • Ridurre il costo in termini di tempo (3 giorni su 7 dedicati alle produzioni di documenti) e di denaro a totale carico delle imprese.
  • Rispettare e aggiornare gli impegni internazionali assunti dall’Italia per contrastare i cambiamenti climatici.
  • Dare attuazione del piano strategico nazionale di economia circolare in grado di ridurre il consumo delle risorse naturali.
  • Aumentare il livello qualitativo e quantitativo del riciclo dei rifiuti, ridurre i conferimenti in discarica, trasformare il rifiuto in energia rinnovabile attraverso la realizzazione di impianti innovativi e sostenibili.
  • Un piano straordinario per la tutela e la salvaguardia della qualità delle acque marittime e interne ed efficientamento delle reti idriche per limitare il fenomeno della dispersione delle acque.
  • Un programma straordinario di resilienza delle aree a rischio dissesto idrogeologico con interventi mirati.
  • La concreta salvaguardia della biodiversità, potenziando la ricerca scientifica e gli strumenti di tutela dei territori.
  • La promozione dell’educazione ambientale e al rispetto della fauna e della flora.
  • Il rimboschimento e piantumazione di alberi sull’intero territorio nazionale, in particolare nelle zone colpite da incendi o calamità naturali.
  • Incentivare l’utilizzo del trasporto pubblico e promuovere e favorire politiche di mobilità urbana sostenibile.
  • Sostenere nuovi sistemi di progettazione e di produzione degli imballaggi e degli oggetti di facile consumo per ridurre la quantità di rifiuti prodotti.
  • Sviluppare un piano complessivo per l’uso efficace delle risorse idriche allo scopo di ridurre gli sprechi, eliminare le dispersioni, riutilizzare le acque di depurazione e le acque piovane, eliminare le microplastiche dagli scarichi idrici e fognari.

Energia

I temi della produzione energetica sostenibile sono stati al centro della mia azione parlamentare in considerazione dell’importanza che rivestono sia per lo sviluppo economico, sia per la salvaguardia dell’ambiente.

Il mio approccio, in linea con quello di Forza Italia /PPE, è pragmatico, senza condizionamenti di natura ideologica: non vi è dubbio che occorre incentivare la produzione energetica da fonti rinnovabili e ridurre gli impatti sull’ambiente, ma non bisogna mai perdere di vista le difficoltà che aziende e cittadini hanno nel dovere affrontare i costi della transizione.

Imporre modelli non adeguati alle reali risorse economiche da investire significherebbe soltanto spostare in avanti i termini che l’Unione Europea ha fissato per conseguire gli obiettivi stabiliti.

Per il futuro della transizione energetica nel quinquennio 2024-2029 lavorerò per:

  • Rendere sostenibile, dal punto di vista economico, la transizione dellaproduzione energetica dalle fonti fossili tradizionali a quelle rinnovabili, adeguando il raggiungimento degli obiettivi alle reali disponibilità finanziarie dei cittadini e delle imprese.
  • Sostenere, con una più incisiva politica di incentivi e di sostegni, gli investimenti per lo sviluppo e la crescita della produzione energetica elettrica e termica da fonti rinnovabili.
  • Diversificare gli approvvigionamenti energetici e realizzare un piano complessivo per conseguire l’autosufficienza energetica.
  • Migliorare l’impiego delle risorse nazionali, anche attraverso la riattivazione e nuova realizzazione di pozzi di gas naturale con l’impiego di nuove tecnologie sicure e rispettose dell’ambiente.
  • Aumentare il sostegno per gli interventi di efficientamento energetico di edifici pubblici e privati e delle imprese in modo da ottenere maggiori risparmi e migliorare il bilancio energetico dei consumi.
  • Sostenere attivamente le politiche di price-cap a livello europeo.
  • Valutare, senza pregiudizi e vincoli ideologici, l’opportunità di ricorrere alla produzione energetica impiegando impianti nucleari di taglia adeguata e di tecnologia avanzata.
  • Sostenere i programmi di sviluppo a medio termine per la produzione e l’impiego dell’idrogeno quale vettore di energia pulita ed efficace in sostituzione delle fonti fossili, soprattutto per la mobilità e le aziende energivore.
  • Potenziare l’integrazione delle reti energetiche tra i Paesi dell’Unione per aumentare la capacità di resistenza alle criticità globali e regionali.

In cinque anni di attività parlamentare tra Bruxelles e Strasburgo ho avuto modo di interrogare la Commissione Europea su temi come i diritti umani, agricoltura, PMI, sicurezza stradale, comparto vitivinicolo, desertificazione bancaria e molto altro

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